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author: Riccardo Brun
title: NAPOLI GENNAIO 08 (Diario dalla città sfregiata )
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Date of publication: 13/06/2008

NAPOLI GENNAIO 08 (Diario dalla città sfregiata )

1-7 gennaio: Pianura in fiamme

Il 1 gennaio mi sveglio alle quattro del pomeriggio, mi taglio i capelli a zero per sfrondare e delineare, taglio anche la barba, bevo molta acqua, mi affaccio alla finestra della mia casa a Fuorigrotta e ritrovo la cosiddetta Emergenza Rifiuti che si manifesta al mondo nella sua piena maturità. I giornali stranieri iniziano ad interessarsene, probabilmente anche per il suo carico simbolico: il mezzogiorno d’Italia affoga sotto la sua stessa immondizia. In realtà a Napoli sono anni che le fabbriche del nord Italia e di altri paesi europei scaricano i loro scarti industriali; quindi non è proprio tutta nostra, questa immondizia, e questo ci fa sentire cittadini del mondo, proiettati verso il futuro.
L’emergenza rifiuti ha 14 anni, il che rende decisamente improprio chiamarla emergenza. In realtà quello che dura da quattordici anni è una procedura burocratica che, sotto il nome di emergenza, consente alle amministrazioni locali di gestire fiumi di denaro e di ricorrere ad atti e procedure impraticabili in regime di ordinaria amministrazione.  Le strade  invase da sacchetti di spazzatura sono la conseguenza di 14 anni di superficialità, malaffare, inettitudine. La spazzatura tracima, deborda, e appesta l’aria: le foto che centinaia di fotografi scattano in questi giorni resteranno a imperitura memoria.  Ai rifiuti non raccolti si aggiungono i residui della festa di Capodanno: fuochi esplosi e inesplosi, sedie rotte, bottiglie frantumate, vestiti spugnati. Nella notte di capodanno ci sono stati un morto, più di cento feriti, e un centinaio di incendi.
E così comincia il 2008 qui, nella città sfregiata, nella Provincia dell’Impero.
Nella mattinata del 2 ci sono scontri nel quartiere di Pianura, a Napoli ovest, dove dal 29 dicembre c’è un presidio permanente di cittadini che si oppongono all'ipotesi dell'apertura del sito di stoccaggio di ecoballe nella Contrada Pisani, una discarica chiusa undici anni fa che potrebbe essere riattivata per fronteggiare l'emergenza rifiuti, e che dovrebbe accogliere l'immondizia di Napoli, delle isole del Golfo e di alcuni Comuni dell'area flegrea. Durante la manifestazione ci sono  momenti di tensione quando la polizia cerca di sgomberare il presidio di manifestanti.
La notte del 3 gennaio a Pianura  viene dato alle fiamme un autobus dell'Anm, l'azienda di trasporto cittadino.  La mattina dopo quattro autobus dell'Anm  con le ruote forate vengono piazzati dai manifestanti in modo da paralizzare il traffico in entrata e in uscita dal quartiere.  Il fumo dei roghi sprigionato dalle fiamme appiccate ai cassonetti e ai rifiuti invade l'intera area di Pianura, avvolgendo il quartiere in una nube grigia e densa che rende l’aria irrespirabile.
Io lavoro a un soggetto cinematografico che mi diverte, un film surreale, e mi dedico al recupero crediti, attività che ogni napoletano considera ormai un secondo lavoro: faccio telefonate gentili, visite improvvise, apparizioni violente, velate minacce, insomma sfodero tutto il repertorio, alternandomi fra i miei cinque debitori, che nessuno si senta privilegiato. E vago per la città.
La discarica di Pianura - ha riferito il prefetto di Napoli Alessandro Pansa - rappresenta l'unica soluzione per far uscire Napoli dall'emergenza e resterà aperta almeno fino al 2009, chiudendo in coincidenza con l'avvio del termovalorizzatore di Acerra. Da Bruxelles intanto arriva la notizia che la Commissione europea deciderà entro gennaio se portare avanti la procedura di infrazione aperta contro l'Italia lo scorso 27 giugno per la situazione dei rifiuti in Campania.
Per il Prefetto Pansa Bruxelles è spaventata dalle immagini tv, ma "non ci sono critiche per il nostro programma che non  è saltato e va avanti".
Il 5 gennaio quattro autobus bruciano a Pianura: sono gli stessi utilizzati ieri per i blocchi stradali. Intanto scopro che pochi giorni fa, con geniale tempismo, sprezzo del ridicolo e incerta padronanza della lingua, la Regione Campania ha reso noto che “alla luce del delinearsi di un nuovo scenario che vede nella nuova programmazione la centralità della tutela, la bonifica e la riqualificazione del territorio, intende organizzare un momento di confronto scientifico ed economico”, e ha stanziato 245mila euro per l’organizzazione di un convegno dal titolo : Sostenibilità Ambientale.
Il 6 vengono trovati a Napoli, nei pressi dell’abitazione del Sindaco, 21 manichini impiccati che recano il nome del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Bassolino accetta le critiche, si assume le sue responsabilità politiche, ma dice che non si dimetterà.  
A Pianura ancora tumulti: circa 200 manifestanti si scontrano con la polizia nel tratto di strada fra via Montagna Spaccata e via Paolucci. Momenti di tensione anche all'alba all'arrivo dei camion destinati all'allestimento del sito di stoccaggio. Feriti alcuni manifestanti e alcuni agenti di polizia.
Ma anche le ambulanze subiscono gli effetti della protesta ed è necessaria la scorta della polizia. Il personale dell'ambulanza del 118 impegnato in un intervento di soccorso, viene aggredito da un gruppo di persone che partecipano a uno dei blocchi stradali.  
Informato sugli ultimi disordini a Napoli, da Capri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commenta: "Bruciare cassonetti è incivile e provoca solo danno alla salute con la diossina che si libera nell'aria"..
Dopo una notte di calma a Pianura scoppia di nuovo il caos.  
Il  7 gennaio tutte le strade di accesso al quartiere sono chiuse dagli improvvisati blocchi dei manifestanti. E ancora il fuoco. Un incendio di vaste proporzioni  scoppia all'interno della discarica. La notte ancora scontri fra manifestanti e polizia, fra blocchi stradali, cassonetti incendiati, lancio di bottiglie molotov.
Il portavoce del Governo, Sircana, dichiara: "Soluzione radicale in 24 ore"
Il Sindaco di Napoli Iervolino: "Prodi sapeva da un anno"
Il Presidente dell’Unione industriali Montezemolo: "Un degrado inaccettabile"


8-15 gennaio: Arriva il Supercommissario

La mattina dell’8 gennaio le scuole di Pianura sono aperte, ma i bambini non sono in classe, i mezzi pubblici non circolano.
Alle 14.30 Gianni De Gennaro, ex capo della polizia durante il g8 di Genova del 2001, è nominato Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti. De Gennaro è  accusato di istigazione alla falsa testimonianza perché avrebbe indotto l'ex questore di Genova a sistemare le proprie dichiarazioni
relative alla mattanza avvenuta alla scuola Diaz , ma secondo Russo Spena, Capogruppo al Senato di Rifondazione Comunista, ora "....puo' riscattarsi sul piano della professionalità!"
Ancora una notte ad alta tensione al presidio di Pianura. Bande di ragazzi in motorino fanno la ronda e controllano chiunque si aggiri per le strade.
Sul quartiere napoletano è sceso una sorta di coprifuoco attorno alle 22: le strade sono deserte e l’atmosfera spettrale. Se non fosse per il gruppo di persone che presidiano l'ingresso di Contrada Pisani, e per i roghi dei cassonetti che illuminano la notte a sprazzi, sembrerebbe un quartiere fantasma.
La tensione cova sotto la cenere e all’improvviso scoppia la violenza: prima una sassaiola contro l'auto di due fotoreporter, poi una bomba carta lanciata all'interno della sede dei vigili del fuoco, quindi ancora una nuova aggressione a sassate contro una volante della polizia. E poi auto rovesciate, incendi, barricate.
Il primo punto dell'agenda del supercommissario Gianni De Gennaro, arrivato oggi a Napoli, sarà proprio quello di fermare i violenti. "Le risposte non tarderanno, sono abituato a mantenere la parola. Adempiremo al compito che ci ha affidato il governo con la convinzione che i problemi possano risolversi con la logica del buon senso, dell'equilibrio, del dialogo e della comunicazione diretta e trasparente".
Il premier Romano Prodi ha invitato alla "coesione" istituzionale per affrontare l'emergenza rifiuti di Napoli. La Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria hanno espresso la loro non disponibilità ad accogliere i rifiuti dalla Campania. Solo la Sardegna ha detto sì all'arrivo di treni e navi di spazzatura già da domani.
Il 9 gennaio accompagno la regista con cui sto lavorando a visitare il Museo d’arte contemporanea MADRE, nei pressi di via Duomo. M. è di Milano e io cerco, parlando con lei, di restituire a Napoli quello che le è dovuto: la sua complessità. Al MADRE io borbotto contro l’arte contemporanea, lei si aggira affascinata e cerca di farmi capire qualcosa di quello che vediamo. Ci fermiamo imbambolati davanti alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, che in qualche modo sembra rappresentare perfettamente la situazione della città.
Intanto a Pianura la notte trascorre tranquilla senza incidenti anche se la tensione resta alta. Nel primo pomeriggio è bastato lo scoppio di un petardo per scaldare gli animi delle circa 50 persone presenti sul posto per presidiare l'area. Subito i manifestanti, rivolgendosi ai giornalisti e ai cameraman di alcune televisioni straniere e indicando l'elicottero della polizia che controlla la zona dall'alto, hanno detto: "Sono stati loro a gettarlo".
La Coldiretti lancia l'allarme: l'emergenza rifiuti sta rovinando l'immagine della Campania con danni economici incalcolabili alle imprese: la perdita stimata e' del 30 per cento.
Alle 20 arriva nel porto di Cagliari la prima nave contenente immondizia campana. I sardi, non esattamente felici, danno battaglia alle forze dell’ordine fino a notte fonda, cercando di impedire l’attracco della nave e lo scarico del suo contenuto.
A Pianura i bambini continuano a disertare la scuola, e sono sempre di più le scuole che chiudono.
Nella notte dell’12 i vigili del fuoco sono impegnati in 11 roghi tra citta' e provincia. Si tratta di interventi particolarmente lunghi e complessi visto che vengono date alle fiamme vere e proprie montagne di spazzatura non raccolte da giorni e giorni.
I sindacati campani esprimono il proprio sdegno.
Il 13 M. riparte per Milano. Prendo un treno anch’io e faccio una puntata a Roma per un incontro di lavoro. Vado a una cena dove c’è tutta gente di ambiente cinematografico. Microcosmo affabile, che vive in un vaso chiuso. Mi chiedono come va a Napoli con aria preoccupata, fra una tartina e un bicchiere di vino. Un’attrice mi dice che “Napoli è  passionale e paradossale…”
Il 14 gennaio è una mattinata di blocchi stradali nel napoletano ad opera di cittadini che chiedono la rimozione dei rifiuti dalle strade.  
Sono oltre 7000 le tonnellate di spazzatura non raccolte.
La situazione di maggiore disagio si registra nei quartieri periferici.
Sono circa centomila gli studenti della provincia di Napoli che oggi non frequenteranno le lezioni, mentre intorno è tutto fuoco, puzza, fumo, blocchi stradali.
  Lo scrittore bosniaco Predrag Matvejevic dichiara:"Soffro per Napoli come per il ponte di Mostar"
Su ebay c’è questo annuncio, corredato dalla foto di una montagna di spazzatura:
 “Immondizia campana doc, varie metrature. Affarone:  Immondizia di oltre 30 giorni. Se acquisti piu' immondizia paghi sempre una sola spedizione!”
Magari qualcuno la compra.


16-23 gennaio: Gli arrestano la moglie, fa cadere il Governo

Il 16 gennaio Il Giudice per le indagini preliminari di Santa Maria Capua Vetere dispone gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Mastella, Presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del Ministro della Giustizia Clemente Mastella. L’accusa è tentata concussione. Gli arresti domiciliari della signora Mastella provocheranno le ire del marito che si dimetterà prima da Ministro della Giustizia e poi farà cadere il governo Prodi facendo mancare i voti del suo gruppo parlamentare.
L'emergenza rifiuti scatena la fantasia degli appassionati della cabala, che provano a individuare il terno giusto per il gioco del lotto.
I numeri che vanno per la maggiore per l'estrazione di stasera sono il 12 (militari), il 60 (Napoli) e il 70 (spazzatura). La settimana scorsa andavano per la maggiore il 24 (guardie), il 38 (le mazzate, e quindi gli scontri a Pianura), e il 70 (spazzatura). Ora che la situazione e' piu' calma gli esperti hanno cambiato i numeri lasciando invariato il 70.
Nella notte del 17 gennaio l’esercito inizia a rimuovere i cumuli di spazzatura a Scampia e Pianura. In campo 60 uomini e 14 fra ruspe e autocarri.
La sera, mentre al teatro Palcoscenico per sentirci tutti un po’ americani si organizza il III Torneo amatoriale di Poker alla texana (quello che fanno vedere in tv), io vado a una festa a casa di amici nel quartiere Sanità. Si beve, si mangia, si balla, musica alta fino alle 3
La mattina dopo scopro che alla festa abbiamo sfiorato la rissa. In una casa a pochi metri da dove abbiamo fatto la festa c’erano due famiglie che vegliavano un morto di camorra, cioè un affiliato ucciso da quelli di un’altra famiglia. Hanno trovato irrispettosa la musica fino a tardi e armati di mazze e catene volevano salire fino all’ultimo piano dove eravamo noi. Fortunatamente sono stati bloccati da un vecchietto che abita al primo piano, e che li conosce. Per fermarli ha detto che sopra, alla festa, c’erano un deputato e un consigliere comunale e che non conveniva mettersi contro questo tipo di persone.
Il 19 gennaio oltre mille cittadini sfilano nel quartiere di Pianura per ribadire il proprio "no" alla riapertura della discarica di Contrada Pisani. In corteo intere famiglie e anche tanti bambini che hanno chiesto più spazi verdi e meno immondizia nella zona, se è possibile.
La manifestazione è partita da piazza San Giorgio per arrivare alla rotonda Monteoliveto dove è stato esposto un lenzuolo bianco sul quale sono stati scritti i nomi delle persone che, nel corso degli anni, sono morte a causa di malattie del sangue e tumori.
Un 'muro dei ricordi' per non dimenticare quanto il quartiere abbia già dato in termini di inquinamento ambientale. La discarica di Contrada Pisani, infatti, è rimasta aperta per circa 45 anni raccogliendo immondizia da tutta la regione Campania.
Intanto da Napoli parte una class action dei commercianti del quartiere Vomero a tutela degli associati (oltre 1600 esercenti affiliati sul territorio) e della cittadinanza ''contro l'evidente degrado nel quale versa la citta'''. Nella ipotesi di reato formulata e depositata alla Procura vengono ipotizzati la distrazione di fondi pubblici, l'appropriazione indebita aggravata, abuso ed omissione di atti di ufficio oltre che inquinamento ambientale ed epidemia colposa.
Sempre il 19, nell'aula bunker di Poggioreale, inizia la prima delle 11 udienze preliminari programmate per decidere sul rinvio a giudizio chiesto dalla Procura di Napoli a carico di Antonio Bassolino e altri 27 imputati nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo dei rifiuti.  
Le accuse per gli imputati vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alla frode in pubbliche forniture.
Il 21 il supercommissario De Gennaro presenta il suo piano: dovrebbero riaprire quasi tutti i vecchi sversatoi: Villaricca, Difesa Grande, Montesarchio. Pianura dovrebbe ospitare ventimila balle
Io giro per il centro storico: arranco in salita per via San Sebastiano, circumnavigo piazza Bellini, mi tuffo di nuovo in giù passando davanti alla Cappella San Severo, poi metto un piede in fallo e sprofondo. Com’è noto Napoli è vuota, sotto. Io sbaglio a scendere una scala e mi ritrovo nel sottosuolo, dove l’aria è fresca e pulita: mi siedo per terra, fra teschi e anfore, mentre tutto intorno rimbombano i bassi di un rock proveniente da qualche cantina, e penso: “quasi quasi me ne resto qui.”
Il 22 viene occupata la Manifattura Tabacchi di Gianturco, individuata da De Gennaro come sito di stoccaggio della spazzatura di Napoli. L’occupazione è portata avanti da abitanti del quartiere e attivisti politici che provano ad allestirvi un’isola ecologica per la raccolta differenziata. All’interno della struttura vengono rinvenuti alcuni sacchi contenenti amianto.
Blocchi stradali e manifestazioni in varie zone del napoletano, fra le quali  via Provinciale Napoli, a Fuorigrotta, dove una trentina di mamme danno vita ad una protesta contro la spazzatura che assedia la scuola frequentata dai figli.


24-31 gennaio: L’oro di Napoli

Il 25 gennaio, mentre con inossidabile aplomb Bassolino supera la mozione di sfiducia del centro destra in Consiglio Regionale, fa la sua comparsa “Munnezza Game, l’oro di Napoli”, un  videogioco facile ed intuitivo. A livello grafico ricorda i primi videogame anni '80. Lo sfondo è una cornice d'oro, al cui interno è raffigurato il suggestivo golfo partenopeo, con tanto di Vesuvio. Il gioco ha come obiettivo quello di distruggere più sacchi dell'immondizia possibile. I sacchi sono lanciati contemporaneamente dal sindaco di Napoli e dal governatore della Regione Campania, che spuntano sorridenti dai lati della cornice,
Ogni sacchetto colpito vale un punto. Ogni tanto, alla base del quadro, passa l'ex ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, chiamato confidenzialmente Pecora, che lancia delle bombemunnezza. Se si viene colpiti dalle bombemunnezza, si perdono 5 punti.
Se si riesce a distruggere Pecora (servono cinque colpi), si guadagnano cinque punti.
26 gennaio: sono stati assegnati con una lotteria 48 loculi a Marano, nel Napoletano, per scongiurare i sospetti su eventuali agevolazioni. Alla riffa hanno partecipato tutti gli aventi diritto, individuati come assegnatari in un avviso pubblico che teneva conto cronologicamente delle istanze presentate in passato.
Io navigo, sbando, derapo, scivolo per il Rettifilo, salto la Stazione Centrale, mi dirigo verso la zona est di Napoli. Mi fermo a via Galileo Ferraris, davanti all’ex fabbrica Pirelli.
L'ingresso dell'edificio con 5 porte chiuse da 5 saracinesche e' coperto da una tettoia di cemento del tipo molto usato  nell'architettura degli anni ‘50 e ‘60.
Per via di questo tetto l'ingresso appare dalla strada come una grossa cavita' ombreggiata e protetta dal vento, dal sole e dalla pioggia. Per questo motivo alcuni barboni l'hanno scelta come riparo per la notte.
Alcuni writers hanno messo le loro firme sulle grandi saracinesche qualche anno fa; le scritte argentate ed in parte cancellate aumentano l'atmosfera cupa e sacra da cripta metropolitana. Oggi sono passato a vedere due collage aggiunti in questi giorni dall’artista napoletano Marco Zezza: si tratta del volto di un vecchio e della silouette di una ragazzina nuda. Il titolo dell’installazione è : Monumento ai caduti della modernità, l’effetto è forte; al tempo contrasto e accompagnamento. Al mio sguardo la ragazza è natura, bellezza, origine; la faccia grinzosa del vecchio è marciume, avidità, scelleratezza. Ma chissà se ci vado almeno vicino…
Alla fine qualcuno l’ha comprata. Il 27 gennaio si può finalmente ammirare La Venere dell’Immondizia, opera realizzata dai due artisti Alessandro Monticelli e Claudio Pagone  con autentica immondizia napoletana comprata all’asta su ebay. I due artisti ne hanno acquistato 300 chili ed hanno trasformato questo eterogeneo materiale in una Venere dell’Immondizia, nome che riecheggia la più celebre Venere degli stracci, esposta al museo MADRE. La scultura ha una forte valenza olfattiva, come i napoletani meglio di ogni altro possono capire: così i primi 100 visitatori riceveranno in omaggio una mascherina anti odore autografata dai due artisti.
 Il 29 mentre De Gennaro ribadisce le linee del suo piano davanti alla commissione bicamerale la protesta esplode in varie zone della campania davanti a tutti i siti individuati dal Commissario. Fra i feriti negli scontri una donna incinta e un bambino.
La gara d’appalto per la costruzione dell’inceneritore di Acerra salta perché si ritirano la francese Veolia e la lombarda A2A per “mancanza di garanzie politiche”
Il 30 polizia e carabinieri sgomberano la manifattura tabacchi occupata.
Il 31 gennaio io e F. andiamo a mangiare a San Giovanni a Teduccio, a Napoli Est, in un ristorante sul mare. Dopo pranzo ce ne stiamo per un po’ in spiaggia, a parlare del più e del meno, a guardare Napoli da una prospettiva insolita. La amiamo entrambi, questa città, e non sopportiamo di vederla sprofondare. Eppure standocene seduti così, due vecchi amici a guardare il mare calmo, le barche dei pescatori sistemate in ordine sulla spiaggia, il sole alto nel cielo, sembra quasi che tutto sia un brutto sogno e che la situazione non sia poi così tragica. Per qualche minuto addirittura progettiamo iniziative di riscossa e assalti al cielo. Poi, quando l’olezzo di fogna si fa troppo forte spegniamo le sigarette sotto la suola delle scarpe, ci mettiamo in tasca i mozziconi, e ce ne torniamo alla macchina.



p.s.
Alla fine a uno verrebbe da dire: “Insomma questi napoletani che protestano perché non vogliono le riaperture delle discariche sono dei facinorosi, gente che non ha a cuore la soluzione del problema.” In fondo sembra così, anche io me ne sono convinto. Se non fosse che il 18 febbraio, demolendo le mie certezze, Gianni De gennaro dice: “scusate avevo sbagliato, effettivamente quelle discariche individuate nel piano non si potevano aprire per rischio ambientale (infiltrazioni di percolato, sottostanti discariche abusive, rischi gravi di crolli). Avevano ragione i cittadini che protestavano.”  
Pierferdinando Casini, leader dell’UDC e candidato premier, commenta: “è un galantuomo!”


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